13 Gennaio 2010
I FEDELI DI LAURENZANA RICORDANO IL BEATO EGIDIO
492° anniversario della morte del frate
LAURENZANA - Per ricordare il 492° anniversario della morte del Beato Egidio da Laurenzana, si è tenuta nel Santuario del Carmine, dove attualmente è custodita la sacra urna del frate, una solenne celebrazione eucaristica vespertina. Hanno concelebrato insieme al vescovo della diocesi di Acerenza, mons. Giovanni Ricchiuti, il parroco di Laurenzana, don Mimmo Beneventi, il sacerdote don Egidio Cafarelli, coadiuvati dai ministranti. Il Santuario del Carmine si è riempito di fedeli anche sul sagrato all'esterno, nonostante i rigori dell'inverno. Numerosi i fedeli provenienti dai paesi limitrofi che hanno sostato a lungo davanti all'urna del Beato Egidio da Laurenzana. Illuminati dalla lampada votiva che arde perennemente davanti all'urna, i devoti si sono raccolti in preghiera ed in sentite meditazioni. Alla solenne celebrazione erano presenti il sindaco di Laurenzana, Domenico Urga, i rappresentanti dell'amministrazione comunale ed i primi cittadini dei Comuni limitrofi. Presenti anche le autorità civili. Al termine della celebrazione eucaristica, la ricorrenza è stata animata da splendidi fuochi pirotecnici, sparati nella zona antica del paese ed offerti dalla Banca di Credito Cooperativo di Laurenzana. Infine, si sono esibiti, nel Santuario del Carmine, i bambini del coro dell'oratorio parrocchiale, i quali hanno eseguito con bravura splendide canzoncine natalizie, regalando un'atmosfera di misticismo e di particolare solennità alla ricorrenza religiosa. In questa occasione sono emersi, da parte dei fedeli, molti interrogativi riguardanti la riapertura al culto di preghiera della Chiesa Madre di Laurenzana, custode della preziosa urna del Beato Egidio. Chiusa nel marzo del 2006 per eseguire lavori di restauro e di ristrutturazione, l'antichissima Chiesa di Santa Maria dell'Assunta, risalente al XIII secolo, non è stata ancora riaperta. In tantissimi, i fedeli auspicano tempi brevi per la riapertura al culto ed alle varie attività religiose del bellissimo luogo sacro. L’anniversario della morte del Beato Egidio è per molti fedeli motivo per ricordare gli ultimi giorni di vita del Santo frate e gli anni immediatamente successivi. Morto il 10 gennaio 1518, fu seppellito a corpo nudo sull’esempio del maestro San Francesco nella tomba comune dei frati, posta davanti ai gradini dell’altare maggiore nella chiesa del convento, con disapprovazione di molti che volevano per il Santo frate una sepoltura più onorevole. Infatti, il sepolcro era in pessime condizioni per l’acqua che continuamente vi penetrava da più parti, per cui a giudizio di persone competenti, in brevissimo tempo i cadaveri si disfacevano interamente. Ecco il prodigio come dal “Compendio sulla vita del Beato Egidio” di Vincenzo Scognamiglio: “Dopo sei anni dalla morte di Frate Egidio, quel sepolcro venne riaperto per deporvi un altro frate. Il corpo del nostro beato non si era punto corrotto! In ginocchio, con la corona tra le mani, fu trovato in atto di pregare, rivolto all’altare del santissimo sacramento. Tramandava una fragranza gratissima, il volto, le membra erano freschi, asciutti: flessibili le giunture come se allora fosse morto”. (Donato Pavese da "Il Quotidiano della Basilicata" di mercoledì 13 gennaio 2010)
La statua del Beato Egidio da Laurenzana
